INTERVISTE

& RECENSIONI

 

Intervista di Leonardo Rizzo,

uscita sul numero 172 - (Aprile 2006)

della rivista: "Percussioni"

​INTRODUZIONE

Di solito, il metro di paragone per il giudizio su un musicista è rappresentato dal suo curriculum. Per Emanuele Sgarbi, però, non ci si può fermare al solo elenco di collaborazioni affrontate nella sua vita di conguero. Per i più curiosi, basti pensare che Shaddy (il perché di questo soprannome ce lo spiegherà lui stesso nell'intervista che segue N.d.A.) ha suonato con alcuni dei più grandi nomi del panorama musicale nazionale e internazionale: Marco Minneman, Thomas Lang, Agostino Marangolo, Mel Gaynor, Ellade Bandini, Dave Weckl, Adriano Molinari, Lele Veronesi, Giovanni Giorgi, Mike Terrana, Maxx Furian, Rosario Bonaccorso, Flavio Scopaz, Tata Guines, per non parlare delle collaborazioni tra cui figurano Gigi Cifarelli Band, Ladri di Biciclette, Fabio Treves Blues Band, Vinicio Capossela, Romano Mussolini Jazz Quintet, Francesco Baccini, solo per citarne alcuni.
Quando ci si ritrova davanti a Emanuele, però, l'ultima cosa a cui si pensa è proprio il suo curriculum. Quello che salta agli occhi è la sua grandissima simpatia, affabilità e il suo entusiasmo contagioso per le congas! Con le Tumbadoras è stato amore a prima vista alla tenera età di 5 anni e da allora Shaddy ha appreso, da alcuni dei più grandi nomi del panorama mondiale, accumulando un'infinità di esperienze. Tutti i suoi allievi attingono quindi da una fonte inesauribile di conoscenze e alimentano la loro voglia di sapere con una persona che tiene realmente a regalare tutto quello che sa! E' molto raro trovare un'insegnante come Emanuele. L'allievo per lui non è solo un nome e un orario di lezione, ma è un'esigenza imprescindibile. Come lui stesso ci dirà in seguito, la sua missione è diffondere più possibile tutto quello che sa sulle congas a chiunque voglia ascoltare! Non vi resta quindi che mettervi comodi e leggervi la lunga intervista che Emanuele ci ha rilasciato. Buona lettura!


INTERVISTA


Bene Emanuele, eccoci nel tuo studio…beh, è veramente bello…

Grazie! Questo è lo studio che utilizzo per allenarmi, quando posso anche 2/3 ore al giorno, e per fare lezione ai miei allievi. In questo periodo si è trasformato quasi più in una sala d'incisione perchè stiamo registrando un cd dal titolo "Improvvisando…" nel quale suoniamo in duo solo Pianoforte e Percussioni io e un bravissimo pianista di Bologna, Alessandro Altarocca. L'idea è nata qualche mese fa dopo che abbiamo suonato insieme per qualche data dal vivo. E' interessante osservare il modo di lavorare di Alessandro dal momento che, non essendoci il basso, deve sobbarcarsi il doppio del lavoro. Devo ammettere che anche per me come Percussionista è una situazione molto intrigante. Avevo già "duettato" con il grandissimo Gigi Cifarelli lo scorso anno, in occasione di alcuni concerti in giro per l'Italia e anche quella situazione mi era piaciuta parecchio. Comunque, tornando allo studio, come puoi vedere, ho due telecamere che mi servono per registrare ritmi, tecniche e nozioni durante le lezioni in modo da fornire ai miei allievi la ripresa audio/video con inquadrature sia frontali che laterali in modo tale che associ la visione dei movimenti corretti al portamento musicale più adatto per ciascun ritmo o figurazione. Senza contare l'indubbio vantaggio di poter rivedere (e ricordare) a casa tutto ciò che abbiamo trattato durante la lezione, che spesso dura più di 2 ore.

Nel tuo studio ci sono veramente un sacco di percussioni, cd, poster, libri, ecc. Anche se è la classica domanda, parlaci dei tuoi inizi e di come questa passione ti abbia portato ad essere il musicista che sei oggi.

Io credo di essere stato molto fortunato principalmente per due motivi. Il primo è stato senz'altro nascere con un discreto "orecchio musicale" e un buon istinto nei confronti delle Percussioni, mentre il secondo consiste nel fatto che mio padre aveva un ristorante stile Latino Americano, a Modena, chiamato La Fazenda. Quindi, fin da quando avevo 5 anni, ho potuto assistere a concerti di musicisti sud americani, centro americani, spagnoli, ecc. i quali hanno cominciato a darmi moltissime nozioni e una vera e propria infarinatura per quello che riguardava gli stili che suonavano. Fino a quando, un giorno, arrivò colui che sarebbe diventato il mio Maestro: il panamense Mowgly Gutierrez il quale, sentendomi tamburellare su due congas, decise di spiegarmi alcune cose in modo più approfondito, e proprio da quelle prime preziose informazioni è iniziato il mio graduale innamoramento nei confronti dello strumento. Ricordo che fin da allora ero concentrato soprattutto sulle congas. Cosa che accade a tutt'oggi. Ovviamente a seconda delle esigenze suono timbales, djembé, ecc, ma il mio strumento rimangono le congas! Motivo per cui anche oggi cerco di selezionare progetti che mi permettano di utilizzare le congas a 360 gradi senza per forza dover fare anche il multi percussionista. Tornando agli esordi credo che oltre ai motivi sopraccitati, una grande fortuna sia stata poter suonare fin da allora e per più di 30 anni, con ogni sorta di formazione Musicale, Paraguayani, Cubani, Rumberos Spagnoli, Gitani, tutte esperienze che ritengo assolutamente fondamentali per il mio percorso e la mia formazione professionale.

Anima da conguero insomma…

Assolutamente! Sai, avendo iniziato molto presto ad ascoltare e suonare musica afro-cubana, latina, ecc, dopo un po' è iniziata a uscirmi dalle orecchie! Allora ho iniziato ad ascoltare altri generi cercando di inserire lo strumento anche e soprattutto in ambiti non solo tipicamente afro-cubani. Anzi…jazz, latin-jazz, blues, soul, pop, rock, ecc. E quindi fin dagli inizi ho affrontato questo tipo di esperimenti musicali.
Dopo qualche anno ho avuto la fortuna di incontrare qui in Italia Tata Guines, precisamente a Venezia; anche in questo caso ho cercato di raccogliere più nozioni, informazioni e consigli che potevo. Anche perché, tenete presente, che quando ho cominciato io, più di trent'anni fa, non c'erano molte occasioni di approfondire un discorso musicale, soprattutto legato alle congas. Figuratevi che andavo nei negozi di dischi e cercavo disperatamente tutti gli LP in cui si sentissero, anche solo lontanamente le congas.


Una volta oltre alla difficoltà di studiare uno strumento c'era che quella di reperire il materiale…

Purtroppo! Beh, adesso se uno vuole ascoltare le congas, basta che acquisti un qualsiasi cd, dalla salsa a qualsiasi altra cosa, ma allora era molto diverso! E forse questo è stato uno dei motivi per cui ho iniziato ad ascoltare Santana. Adesso ho tutta la collezione dei suoi cd, ma prima li avevo tutti in vinile! Il mio maestro Gutierrez mi disse infatti di iniziare a mettere in pratica le prime informazioni sui cd di Santana. E io mi sono divertito un sacco ad accompagnare quei dischi, imitando i loro assoli e tutto il resto. Ovviamente, avevo un bagaglio tecnico limitato. Conoscevo solo alcuni colpi e a forza di ascoltare e domandarmi come era possibile ottenere certi suoni ho affinato sia la mia tecnica che la mia musicalità!

Beh, il tuo era un maestro di ampie vedute!

Sicuramente! Sai io penso che sia importantissimo mettere in pratica il prima possibile le cose che si imparano con lo studio. La mia fortuna, infatti, è stata che essendo molto piccolo e avendo un po' di faccia tosta, ho iniziato a esibirmi dal vivo a 6 o 7 anni proprio nel locale di mio padre e tutte le sere sapevo di aver di fronte un pubblico che oltre ad apprezzare il mio operato in qualche modo lo giudicava, motivo per cui, fin da allora, ho sempre cercato di comportarmi in modo serio e professionale. E poi c'era Mowgly, il cui giudizio per me contava più di tutto. Pensa che è stato proprio lui a darmi il soprannome "Shaddy" che vuol dire più o meno "piccola ombra". Io infatti lo seguivo come una vera e propria ombra…non dico che dormivo con lui, ma quando potevo gli stavo attaccato cercando di "rubargli" più informazioni possibile. E una delle fortune più grandi che ho avuto è stata che lui non mi ha insegnato a suonare solo le congas, ma anche il basso, la chitarra e a mettere le mani sul pianoforte. Cosa che poi si è rivelata utilissima proprio per riuscire a relazionarsi con gli altri musicisti mentre si suona e per non ritrovarsi con il pirla di turno che ti dice che essendo un percussionista non sai niente o che sai solo picchiare su dei tamburi! (Risate N.d.R.)

Sei stato davvero fortunato a trovare un maestro così…

Credo proprio di si! Uno degli insegnamenti più importanti che mi ha dato non è solo legato alle congas, ma al fatto di avermi inculcato i concetti di fare musica e fare musica con altri musicisti. Quindi non solo il lato tecnico dello strumento, ma anche e soprattutto il rispetto per la musica e per i musicisti con cui stai suonando.

Che importanza dai al respiro musicale mentre stai suonando? Voglio dire che rapporto vuoi che ci sia tra te e gli altri musicisti sul palco?

Dunque, premetto che in un certo senso ho preso le congas un po' come una specie di "missione". E dunque cerco sempre di porre questo strumento all'attenzione di chi ascolta e non solo, rispettando sempre il Pubblico, la Musica e gli altri Musicisti, ma pretendendo senz'altro il medesimo rispetto nei confronti del mio Strumento. Se vogliamo estendere il discorso, quello che sto facendo ormai da anni è un'opera, sempre più ampia, di divulgazione di informazioni, e la "missione" consiste proprio nel diffondere tutto quello che so sulle congas e far in modo che le persone inizino a pretendere di più da chi insegna loro, se stanno imparando, e da chi suona con loro se stanno facendo musica. E' proprio dalla conoscenza che uno poi si avvicina a uno strumento.

Stai cercando di creare una cultura delle congas e quindi fare in modo che siano considerate uno strumento importante come il pianoforte ad esempio?

Esattamente! Io non sono uno di quelli che vede le congas come uno strumento di solo accompagnamento! Mantenendo le proporzioni, cerco di fare lo stesso discorso che ha fatto, a suo tempo, Pastorius. Un tempo il basso elettrico era visto come uno strumento che poteva/doveva fare solo le note fondamentali; Jaco gli ha conferito un'autonomia maggiore inserendolo in un contesto più vasto sia dal punto di vista ritmico che melodico e armonico. Insomma, ha reso il basso più protagonista senza necessariamente prevaricare gli altri. Quindi, per ritornare alla domanda di prima, cerco sempre di rispettare la musica prima di tutto e i musicisti che suonano con me, ma mi rifiuto di vedere sempre relegate le congas in secondo piano! Pretendo che il mio strumento sia valorizzato al pari degli altri sia dal punto di vista dell'amplificazione, che dell' inserimento nel contesto Musicale.

Uno strumento importante né più né meno, ma tanto quanto gli altri, giusto?

Esattamente! Quello che cerco di far capire è che questo strumento può essere inserito nella stragrande maggioranza dei generi musicali. Ed è quello che faccio realmente, dimostrando la versatilità delle congas. La situazione in Italia, da questo punto di vista, non è felicissima, ma inizia a muoversi qualcosa. Ad esempio, scrivo spesso su un sito: www.congaplace.com in cui intervengono persone da tutta Italia e si parla un sacco di congas…finalmente direi! Anche attraverso quanto viene scritto e detto su quel sito, mi rendo conto che negli ultimi due anni, ha cominciato ad esserci un salto di mentalità da parte di chi legge.

Mi hai anticipato…ma, ampliando il discorso, come giudichi la situazione italiana per quello che riguarda lo sviluppo e la conoscenza delle congas?

Purtroppo temo che sia abbastanza triste anche a causa del fatto che ci sono ancora molti che si improvvisano maestri di congas dispensando nozioni troppo spesso errate o superficiali. Ognuno magari si è fatto una sua idea di come suonare, dei colpi da eseguire, ecc, mentre ormai siamo nel 2006 e ci sono delle conoscenze talmente assodate che non si può non tenerne conto. Un esempio su tutti riguarda quali componenti inserire in un set di congas. Lo strumento principale da utilizzare quando si suonano le congas è la conga. Quando un ragazzo vuole acquistare il suo primo set non deve prendere il quinto e la conga, come purtroppo spesso accade, a causa anche della scarsa conoscenza dei venditori. I pezzi da comperare sono invece la conga e la tumbadora. Ma questo non tutti lo sanno e molto spesso vengono rifilati degli strumenti completamente inadeguati, proprio perché non c'è ancora una cultura consolidata per le congas. Addirittura, quasi tutte le case produttrici propongono il trio composto da quinto, conga e tumbadora, ignorando che volendo utilizzare 3 Tamburi il set base deve essere composto da conga e due tumbadora. Il quinto serve più per assoli e per avere a disposizioni suoni molto acuti. Quello che fai con un quinto lo puoi fare anche con una conga ben accordata, ma non è vero il contrario!
Se poi parliamo di tecnica, il panorama è ancora peggiore. Io ho allievi da tutta Italia e molti di loro vengono da me con un'impostazione frutto di conoscenze approssimative, quando non assolutamente sbagliate che alla fine è difficilissimo correggere. Sai, per un batterista ad esempio è diverso, la tradizione è più consolidata e un ragazzo ha molte più occasioni per capire se ciò che gli stanno propinando sono favole o nozioni corrette, mentre purtroppo per le congas non siamo ancora a questo punto. Ma ci arriveremo!

Il tuo è un set veramente molto grande! Lo hai sviluppato in questo modo nel corso degli anni?

Si certo! Io suono stabilmente con sei congas nella maggior parte delle situazioni in cui sono coinvolto. Quando ne porto poche non scendo mai sotto le tre o quattro. In questo modo ho a disposizione un Set che mi permette una grande versatilità sia dal punto di vista tecnico, che della creatività e dell'esecuzione. Anche in questo ambito ci sono molti "detrattori" legati a concetti a mio avviso troppo obsoleti. Molti suonano ancora oggi solo con due congas, convinti che sia il modo giusto di operare. Contenti loro. Il mio consiglio è senz'altro: fin dall'inizio praticare su 3 Congas.
Altra cosa molto importante e alla quale molti non danno troppa importanza è l'accordatura. Per me l'approccio a questo strumento non è solo percussivo, anche melodico, motivo per cui lo intono spesso con note ben precise e alcuni quando vedono che mi segno le note sul fusto delle congas storcono il naso, mentre tra i Congueri professionisti è una pratica abbastanza diffusa.

Visto che anche tu sei un insegnante, come giudichi lo stato della didattica in Italia per quanto riguarda le congas?

Come ti dicevo poco fa credo che ci sia ancora tanto da fare. Al di là di alcune scuole come ad esempio il Timba di Roma o poche altre, ribadisco che c'è troppa approssimazione. E questo lo vedo dal momento che ho allievi che vengono un po' da tutte le parti d'Italia, persino da Catanzaro, Bari, Udine, Pordenone, ecc. dunque ho abbastanza chiaro il quadro della situazione. Credo che si facciano tutta quella strada proprio per la serietà dell'insegnamento che posso offrirgli e per la passione che ci metto. Tieni presente che oltre che musicista sono anche un fotografo freelance e se da una parte devo riuscire a conciliare le due attività, dall'altra ho la fortuna di poter pensare alle lezioni in modo più "rilassato", selezionando e puntando molto su un rapporto insegnante /allievo abbastanza particolare, amichevole e soprattutto senza tenere necessariamente l'orologio in "mano"!

Che priorità hai nell'insegnamento? Quali insegnamenti vuoi trasferire assolutamente ai tuoi allievi?

La prima ovviamente è che capiscano bene che strumento si sono scelti. Questo dal momento che, sembra strano, ma non tutti comprendono subito le difficoltà che comporta suonare le Congas, ovviamente se vuoi suonarlo in un certo modo. Quello che dico sempre a un allievo che viene per la prima volta è che le congas non sono, ad esempio, come la chitarra, che una volta che uno impara gli accordi maggiori, minori, ecc può può ritrovarsi con gli amici intorno a un fuoco e divertirsi come un matto. Con le congas, non è sempre così! Con lo Djembè forse si, ma non con le Congas. La seconda cosa che reputo importante è che un allievo sappia fin dall'inizio che si è scelto uno strumento con cui un giorno dovrà andare ad accompagnare qualcuno. In pratica, voglio che il fine dell'allievo sia quello di andare a suonare con un gruppo, trovando il coraggio di suonare con altri musicisti per mettere in pratica al più presto le nozioni che impara. Questo anche per essere in grado di fronteggiare tutti gli imprevisti che si possono presentare in un contesto musicale live. Una cosa sulla quale insisto relativamente però è l'afro-cubano. Questo perché, tra i tanti problemi legati a questo strumento, c'è il preconcetto che sia legato inscindibilmente solo alla musica afro-cubana. Ma non è così! Si sa che le congas erano presenti nelle orchestre jazz già negli anni cinquanta, e dagli anni sessanta/settanta, hanno cominciato ad inserirle nella disco music, nel funky, ecc. Sai, mi preme senz'altro far capire a uno studente le radici dello strumento e il rispetto per le tradizioni afro-cubane, ma non voglio che tutto si fermi solo lì perché oggi come oggi non avrebbe senso! Io insegno loro, fin dall'inizio, a suonare molti generi musicali. Così come fin dall'inizio li abituo a suonare con 3 congas per evitare il problema della mano debole e per stimolare una maggiore possibilità creativa ed espressiva.

Che caratteristiche deve avere il tuo batterista ideale?

Ti ringrazio della domanda perché in un certo senso si lega a quello che cerco di dimostrare nelle clinic con "The Groove Drivers" insieme a Daniele Bagni al basso e Max Baldaccini alla batteria. La prima volta che mi sono trovato con Max per questo progetto ad esempio abbiamo fatto una sessione in cui ho cercato di capire se e quanto ci fosse un feeling tra me e lui. In caso contrario non avremmo certo potuto pensare di trasmetterlo a chi viene a vederci. Non c'entra la bravura tecnica, è un fatto di incastri ritmici, ma anche umani. Con alcuni batteristi mi trovo meglio solamente dal punto di vista tecnico, mentre con altri c'è un feeling che va oltre, come ad esempio con Giovanni Giorni o Marco Minnemann, e in genere con questi il risultato è migliore, non solo dal punto di vista del groove, ma anche delle sensazioni che trasmetti a chi ti ascolta. Alla base di tutto comunque ovviamente c'è sempre il rispetto reciproco. Comunque credo che il Batterista ideale sia quello che capisce il tuo strumento, ma soprattutto lo sa apprezzare e rispettare.

Che importanza ha per te la lettura? Ci sono sempre molte diatribe in merito e molti sostengono che se uno legge perde groove…cosa ne pensi?

Io mi sono inventato un modo tutto particolare di scrivere. E' molto intuitivo e permette anche all'allievo che non conosce una nota, di ricordarsi ritmi e pattern subito ed eseguirli facilmente. Pensa che ho creato un metodo con all'interno, oltre ad approfondimenti teorici, la trascrizione di otre 1900 ritmi, accompagnato da tre dvd didattici di dodici ore circa in cui suono i ritmi trascritti e affronto il discorso congas in modo approfondito. Non ci sono 1900 cose diverse ma, per esempio, 80 variazioni del Tumbao, 30 tipi diversi di Guaguancò, ecc. Pensa che nessuna casa vuole produrmi questo metodo perché è troppo voluminoso…(Risate N.d.R.).

A questo punto allora abbiamo lanciato un appello alle case che producono metodi didattici…

Già, speriamo! A mio avviso, comunque, leggere è solo un vantaggio! Anche se le percussioni in generale possono sembrare strumenti più "istintivi" e creativi, essere in grado di eseguire una parte ben precisa e scritta accresce senz'altro il tuo livello di professionalità.

Hai endorsement?

Si certo. Sono endorser "Meinl" per quanto riguarda percussioni e piatti, "EquoSolidale" per le Percussioni Etniche, "Beyerdynamic" per i microfoni e "Soundcraft" per i mixer.

Com'è composto il tuo set?

Utilizzo 6 Congas (1 Conga, 4 Tumbadora e 1 Quinto) modello "Marathon Exclusive" o "Louis Conte" a seconda che mi serva un sound più moderno o più tradizionale, Timbales, Bongo', Djembè, Cajon, 1 Ride, 1 Crash e 3 Splash oltre ovviamente un mare di aggeggi di vario tipo.

Per qualsiasi informazione su di te o per la possibilità di prendere lezioni nel tuo studio a che indirizzo ci si può rivolgere?

Posso essere contattato tramite il mio sito personale www.shaddy.it in cui ci sono un sacco di informazioni che riguardano me, il mio Strumento e i miei progetti. Oppure direttamente su e.sgarbi@tiscali.it

Quali consigli daresti a chi si vuole avvicinare alle congas per la prima volta?

Di farlo con una mentalità aperta, con grande rispetto e consapevolezza e di non fossilizzarsi su concetti ormai obsoleti come appunto l'utilizzo di soli 2 Tamburi. Inoltre di non perdere eccessivamente la testa per la clave! So che qualche "purista" non sarà d'accordo con questa mia affermazione, ma credo che al di la dell'importanza di conoscere le diverse Clave e saperci suonare sopra, troppo spesso si perdono mesi o anni ad arrovellarcisi su perdendo di vista aspetti a mio avviso più importanti e moderni legati alle Congas. Tra l'altro è vero che la clave è il "comune denominatore" della musica afro-cubana, ma se uno suona funky, rock, Jazz o altro non è indispensabile rimanerci ancorati per forza, anzi!


Grazie mille Shaddy, sei stato gentilissimo!

Grazie a Voi e ai lettori di Percussioni! Ciao

 

Discografia recente:

Gaspare Bernardi "Estati Lontane" - 2005

Emanuele Sgarbi Alessandro Altarocca: "Improvvisando…" - 2006

Juanita Montero "A mis Amigos" - 2007"

 

 

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Intervista di: Ramon Rossi

uscita sul numero 1 (Febbraio 2007)

della rivista: "DRUM CLUB"

 

Introduzione:

Ha allievi proveniente da tutte le parti d'Italia che, nel corso degli anni anni, hanno dimostrato di apprezzare il suo metodo didattico basoto, soprattutto, sulla pratica, sull'approfondimento della tecnica corretta delle Congas e sullo studio dello strumento a 360°. Shaddy infatti è uno dei pochissimi insegnanti di Congas che affronta tutti gli stili, dal rock al funky, al blues al jazz, ecc... dando modo di imparare ad accompagnare la stragrande maggioranza dei Musicisti e dei generi senza rimanere legati ai soliti classici stili afrocubani.

 

Intervista:

PARLACI DEGLI STUDI CHE HAI AFFRONTATO PER IMPARARE A SUONARE IL TUO STRUMENTO E DEI RICORDI CHE HAI DI QUEL PERIODO
Ho avuto la fortuna di cominciare a muovere i primi passi sui Tamburi molto presto, quando avevo 5 anni. Ricordo che una sera stavo seguendo le prove di una formazione nella quale suonava le Congas Mowgly Gutierrez, quello che poi sarebbe diventato il mio Maestro. Durante una pausa mi avvicinai ai Tamburi e iniziai a picchiarci sopra cercando di imitare i movimenti ed i colpi che gli avevo visto portare già alcune volte. Ad un certo punto Mowgly si avvicinò piuttosto incredulo e colpito dal fatto che stessi eseguendo la figurazione del Tumbao in modo abbastanza corretto, sia come colpi che come suoni. Allora chiese al Pianista di suonare la melodia che stavano provando, e a me di "andargli dietro". Incredibile, andavo anche a tempo!
Da allora mi prese sotto la sua Ala…(o per meglio dire sotto la sua Ombra, dal momento che mi ha persino affibbiato il nomignolo "Shaddy" che in sleng significa più o meno "Piccola ombra") insegnandomi un sacco di cose: come portare i colpi in modo corretto, come seguire la Clave, come accompagnare i brani rispettando stacchi, dinamiche ed atmosfere, oltre naturalmente ad un sacco di ritmi. Un'esperienza impagabile. Piano piano quello che era semplicemente un rapporto Allievo/Maestro, è sfociato in una grandissima amicizia che dura ancora oggi, dopo più di 30 anni, forte come allora.

QUALI SONO STATE LE TUE PRIME ESPERIENZE MUSICALI?
Ho suonato per la prima volta dal vivo, con una formazione Latina, verso i 7 anni, e da allora ho avuto il privilegio di collaborare con una quantità incredibile di gruppi e Musicisti provenienti da ogni angolo del mondo, ma soprattutto dall'sud e centro America. Al punto che, dopo qualche anno, ho sentito la necessità di provare ad applicare il mio Strumento e l'esperienza acquisita ad altri generi Musicali più moderni e "nostrani".
E' cosi che ho iniziato a sperimentare, inserendo le Congas nel Funky, nel Blues, nel Jazz ecc. rendendomi conto ben presto non solo che le potenzialità dello Strumento erano enormi, ma anche del fatto che in quel modo avrei avuto molte più possibilità di lavorare con varie formazioni non solo Latine, ma anche Rock ecc.

QUALI SONO I PERCUSSIONISTI CHE HANNO MAGGIORMENTE INFLUENZATO IL TUO STILE?
Fin dall'inizio Mowgly mi fece capire chiaramente che per poter affrontare uno Strumento difficile come le Congas ed un genere complicato e tanto distante dalla mia cultura come l'Afrocubano, avrei dovuto iniziare a "cibarmi" di Musica latina e dischi sui quali suonavano Percussionisti, dai quali attingere tecnica, ma soprattutto linguaggio. E' cosi che ho iniziato ad ascoltare i, purtroppo pochi, brani che allora si potevano trovare in commercio, (non come oggi che hai solo l'imbarazzo della scelta). Allo stesso tempo mi suggerì fin da subito di ascoltare anche qualcosa di Carlos Santana. Credo che quello sia stato il consiglio più azzeccato che potesse darmi. E' così, infatti, che ho potuto conoscere quelli che ancora oggi sono 2 dei miei idoli assoluti, Raul Rekow e Armando Peraza, Percussionisti storici di Santana, sul cui stile in un certo senso, facendo le debite proporzioni, ho plasmato quello che sarebbe stato il mio stile e il mio modo di interpretare lo Strumento. Da allora ho cominciato ad acquistare tutti i dischi del grande Chitarrista e ad ascoltarli giorno e notte, imparando ad apprezzare non solo la parte delle Percussioni, ma anche il modo straordinario che aveva la Band di "fare Musica". Ricordo che seguivo i brani, cercando di capire e riprodurre gli assoli, gli accompagnamenti, gli stacchi, tutto.
Naturalmente ci sono stati altri grandi Percussionisti che ho apprezzato ed apprezzo particolarmente, a parte L'Extraterrestre Giovanni Hidalgo, che meriterebbe un discorso a parte, potrei citare Ray Barretto, Francisco Aguabella, Poncho Sanchez, o ancora lo sfortunato, ma grandissimo Anga', per finire con Tata Guines, che ho avuto la fortuna di conoscere per un breve periodo, ma che mi è bastato per poter attingere un po' di preziose nozioni.

VISTA LA TUA LUNGA ESPERIENZA, PUOI PARLARCI DEI PRO E CONTRO DI QUESTO MESTIERE E DELLE DIFFICOLTA' CHE HAI INCONTRATO PER SVOLGERE LA TUA ATTIVITA'?
Tra i Pro metterei senz'altro le grandi soddisfazioni che si provano quando puoi lavorare su un genere o un progetto che ti che ti è congeniale e che ti permette di esprimere le tue emozioni ed i tuoi stati d'animo. Tra i contro senz'altro il fatto che oggi come oggi, fare Musica, a dispetto di tutte le potenzialità che avremmo a disposizione dal punto di vista Tecnico e Strumentale, sta diventando sempre più arduo e complicato, e mi riferisco in particolare ai giovani. Tra l'altro credo di vivere in una realtà considerata dai più una specie di "Isola Felice", l'Emilia Romagna, perché se guardiamo ad altri comprensori soprattutto da Firenze/Roma in giù, basta parlare con qualche Musicista del posto per rendersi conto che la situazione è difficile e le possibilità di esprimersi attraverso la Musica sono veramente ridotte all'osso.
Personalmente mi ritengo abbastanza fortunato perché, soprattutto negli ultimi anni, posso selezionare con maggiore tranquillità quali progetti seguire o con quali formazioni o Musicisti collaborare. La ritengo senz'altro una grande opportunità.

RACCONTACI UN EPISODIO IMPORTANTE DELLA TUA CARRIERA
Quando mi chiedono di ricordare un aneddoto che, in qualche modo, ha segnato mia carriera, purtroppo ne cito sempre uno negativo. Erano i primi anni 80, i Matia Bazar stavano registrando il Disco "Melancholia" e avevano affidato gli arrangiamenti al bravissimo Celso Valli che curava gli arrangiamenti per molti altri grandi nomi del panorama musicale italiano.
Una sera viene in un locale dove stavo suonando e alla fine dell'esibizione mi prende da parte e mi accenna alla possibilità di iniziare un rapporto di collaborazione, cominciando proprio col mettere le Percussioni nel disco dei Matia. Io ovviamente accetto con entusiasmo e restiamo d'accordo che mi avrebbe chiamato per i turni di registrazione. Passa un po' di tempo e non sento più nulla. Un giorno, incontro il Fonico dello Studio di registrazione che, comincia a dire che ho commesso un errore e che ho perso una grande opportunità. Io ovviamente casco dalle nuvole, e non capisco cosa possa essere successo di tanto grave. Indago un po' e, per farla breve, scopro che Celso aveva chiamato casa mia per comunicarmi il giorno fissato per il 1° turno, ma… mio padre si era scordato di avvertirmi. A quel punto non ho avuto il coraggio di richiamarlo (ero molto giovane) ed ho solo potuto prendere atto della grande opportunità mancata. La cosa più paradossale è che fin da piccolo ho sempre basato ogni situazione riferita alla Musica sulla serietà e sulla professionalità…! Ma evidentemente non avevo messo in conto gli imprevisti.

PARLACI DELLA TUA ATTIVITA' DIDATTICA
Ho iniziato ad insegnare poco più di 20 anni fa. Devo ammettere che dall'attività didattica ho ricevuto, e continuo a ricevere, grandissime soddisfazioni, soprattutto per il fatto che molti allievi hanno potuto intraprendere un percorso legato alla Musica e all'utilizzo delle Percussioni in gruppi e situazioni di vario tipo. Tra l'altro alcuni arrivano anche da molto lontano (Calabria, Puglia, Piemonte, Sicilia ecc.) per "affidarsi alle mie cure" (risate ndr) e questo mi lusingo molto.
Ho scelto di impostare quasi tutto sulla concretezza. Nel senso che, senza perdere di vista le basi fondamentali della Tradizione, evito di dilungarmi troppo su cenni o nozioni storiche, e vado al sodo, impostando il programma didattico sulla base delle reali necessità dell'allievo. Cerco anche di fare in modo che i ragazzi imparino a lavorare con le Congas a 360° e dunque affrontando tutti i generi Musicali e non fossilizzandosi solo sugli stili Afrocubani.
Ogni lezione, può durare anche qualche ora (soprattutto per chi arriva da molto lontano e magari non può venire tanto spesso) e dunque effettuo la ripresa Audio/Video completa di ogni incontro, con ben 3 telecamere, e alla fine consegno all'allievo il DVD della lezione.

IN PRATICA UN VERO E PROPRIO VIDEO DIDATTICO PERSONALIZZATO
Proprio cosi, un video attraverso il quale, una volta a casa, il ragazzo può rivedere e risentire con calma tutti i punti, i ritmi e la tecniche, toccati durante la lezione. Non è poco.

A PROPOSITO DI VIDEO, HAI RICEVUTO PROPOSTE PER FARE UN METODO O UN VIDEO DIDATTICI?
Ahi…hai toccato un tasto abbastanza dolente. Infatti devi sapere che da circa 3 anni ho pronto, chiuso li in un cassetto, un Metodo per Congas che contiene più di 2000 ritmi, ma al quale nessuno vuole interessarsi.

2000? HO CAPITO BENE?

Hai capito benissimo, 2000 ritmi e più di 200 esercizi, oltre ad un mare di nozioni tecniche e pratiche. Cose difficilmente riscontrabili su molti dei metodi in circolazione. E vuoi sapere l'assurdo? Ogni volta che l'ho proposto mi hanno risposto che… "è troppo grande per essere commercializzato"! Siamo al paradosso! Qualcosa che non si può commercializzare perché …è troppo completo e contiene troppe informazioni.
Nel frattempo ho girato un Video Didattico per Congas della durata, sempre perché mi piace la sintesi, di 12 ore!

CASPITA ANCHE QUELLO NE DEVE CONTENERE DI INFORMAZIONI!
Certo, ma non pensare che ce ne siano troppe o di ripetitive. L'ho semplicemente concepito come, secondo me, dovrebbe essere, un Video Didattico: completo, con spiegazioni molto approfondite e con i Ritmi dimostrati a velocità "umana". In modo che tutti, ma proprio tutti, possano capire.
Questo però è reperibile, basta andare sul mio sito www.shaddy.it e scoprire come fare per averlo.

QUALE GENERE HA INFLUENZATO MAGGIORMENTE LA TUA FORMAZIONE OLTRE ALLA MUSICA AFROCUBANA?
Tutti! Sia perché cerco di ascoltare più Musica possibile, sia perché uno degli esercizi che eseguo maggiormente durante gli allenamenti consiste proprio nell'accompagnare i più svariati generi e brani musicali, a volte con Ritmi tradizionali, altre adattando pattern o ritmiche sul momento.

A PROPOSITO DI ALLENAMENTO, DOPO OLTRE 35 ANNI DI ATTIVITA' DEDICHI ANCORA MOLTO TEMPO ALLO STUDIO?
Quando posso almeno 2 - 3 ore al giorno. Lo ritengo fondamentale.

CI CONSIGLI UN ESERCIZIO PER I NOSTRI LETTORI?
Purtroppo è molto difficile sceglierne uno in particolare perché ce ne sono tanti e tutti molto importanti e soprattutto dipende da quali possono essere le esigenze caso per caso. Comunque sempre utili sono gli esercizi per allenare l'elasticità e la scioltezza delle mani e dei polsi, come il Manoteo. In particolare ad esempio è interessante la classica successione PALMO destra, PALMO sinistra DITA destra DITA sinistra. Ecco, quello dovrebbe essere un esercizio da eseguire un po' ovunque (come fate voi Batteristi quando andate in giro con le bacchette e le suonate su tutto per tenervi in allenamento) sia a velocità moderata che aumentando sempre di più fino ad ottenere una specie di Rullo.

EFFETTUI ESERCIZI DI RISCALDAMENTO PRIMA DELLE SESSIONI DI ALLENAMENTO O DEI CONCERTI?
Quando posso sempre. Soprattutto d'inverno, quando sono maggiormente a rischio muscoli e legamenti, ma anche la pelle delle dita, sulla quale possono formarsi più facilmente tagli e abrasioni anche profonde. Per questo consiglio sempre di utilizzare la fasciatura delle dita quando si ritiene che la situazione sia a rischio.

VISTA LA TUA ESPERIENZA SEI IN GRADO DI SUONARE QUALUNQUE GENERE. COSA NE PENSI DEL FATTO CHE ALCUNI PERCUSSIONISTI AFFERMINO CHE SIA MEGLIO SPECIALIZZARSI SOPRATTUTTO SULL'AFROCUBANO?
Trovo che sia corretto applicarsi in tale direzione soprattutto all'inizio, dal momento che le radici dello Strumento nascono da lì, ma poi credo sia giusto relazionarsi anche con altri generi. Troppo spesso mi accorgo che, chi si approccia alle Congas, tende a concentrarsi troppo sugli stili ed i ritmi Afrocubani tralasciando quelle che potrebbero essere le potenzialità dello Strumento in altri ambiti più moderni, e non meno importanti.

PENSI CHE UN GIOVANE CHE SI AVVICINA ALLE CONGAS DEBBA SEGUIRE DEI CORSI O SEGUIRE LA PROPRIA STRADA DA AUTODIDATTA?
Purtroppo imparare a suonare le Congas da autodidatti, senza rischiare di incappare in errori o posture scorrette, è un'operazione abbastanza difficile per non dire proibitiva.
Una delle cause per cui in Italia sono ancora troppo pochi quelli che sanno veramente mettere le mani sulle Congas, sta proprio nel fatto che ci sono, e ci sono sempre stati, troppi "autodidatti". Purtroppo, haimè, anche tra i Maestri! Ognuno si crea un proprio stile, una propria tecnica e un proprio modo di interpretare lo Strumento. E non ci sarebbe nulla di male, dopo tutto è uno Strumento a Percussione, e come tutti gli Strumenti a Percussione richiede estro, istinto e fantasia. Ma sfortunatamente non bastano per poter dominare le Congas, per avere un tocco pulito, essere potenti veloci e precisi allo stesso tempo, possedere un buon linguaggio ed una buona padronanza e per potersi esprimere attraverso assoli che "parlino". Per fare questo oltre ad ore, giorni, mesi ed anni di studio ed esperienza ci vogliono delle basi solide, basi che, almeno all'inizio, è meglio costruire con l'aiuto di un buon Maestro.

PARLIAMO DELLA TUA STRUMENTAZIONE
Per scelta, nella maggior'parte delle situazioni ho sempre preferito utilizzare soprattutto le Congas, che sono dunque il perno attorno al quale ruota il mio set.
A volte, a seconda ovviamente del contesto, ne utilizzo anche 6 contemporaneamente, 1 Conga, 4 Tumbadora e 1 Quinto tutti della MEINL. Qualcuno potrebbe pensare che un set da 6 Congas possa essere utile soprattutto per mettersi in mostra, ma in realtà non è cosi. Le potenzialità di tale set, sono veramente straordinarie sia dal punto di vista ritmico, che melodico. Quando utilizzo il set ridotto in genere è composto da 4 Tamburi (1 Conga e 3 Tumbadora) o da 3 (1 Conga e 2 Tumbadora). Oltre alle Congas inserisco Bongos, Timbales, e un' Djembè, oltre, ovviamente, a molti aggeggi, tra cui diversi Strumenti etnici "Equosolidale" senz'altro utili per creare effetti ed atmosfere. A volte utilizzo anche alcuni piatti, sempre MEINL, in particolare un Ride, e 3 Splash di diverse misure.

LE TUE CONGAS HANNO DEI SUONI MOLTO POTENTI E DEFINITI. UTILIZZI DELLE ACCORDATURE PARTICOLARI?
Involontariamente mi hai fatto un grande complimento, perché sono convinto che, soprattutto nelle Tumbadoras, sia ancora "la mano" del Percussionista a creare un bel suono. Comunque mi fa piacere che tu mi abbia rivolto questa domanda dal momento che ancora troppi pensano che le Congas si debbano accordare semplicemente in base al proprio "gusto personale". In realtà ormai da tempo ci sono intonazioni di riferimento, utilizzate da molti Percussionisti, e più è ampio il set e più è importante curare l'intonazione dei Tamburi. Un' accordatura di base che consiglio potrebbe essere con la Conga centrale in RE, la Tumba media (a sinistra) in SI e la Tumba grave (a destra) in SOL. Queste naturalmente sono note di riferimento abbastanza standard, ma che possono essere modificate in base al genere Musicale che si accompagna. Ad esempio nella Salsa la Conga spesso è intonata in DO, mentre ad esempio nel Funky o in altri generi moderni si possono utilizzare intonazioni e timbriche più acute.

HO NOTATO CHE IN TUTTI I SET UTILIZZI SEMPRE LA CONGA COME TAMBURO PRINCIPALE. E' UNA TUA SCELTA?
Affatto! E' semplicemente l'uso corretto del Tamburo. Purtroppo sono ancora tanti coloro che utilizzano il Quinto come Tamburo principale senza sapere che commettono un errore. Il Tamburo principale (quello da tenere davanti a noi) è la Conga da 11"3/4, e il secondo è la Tumbadora da 12"1/2. Se occorre un terzo Tamburo sarà un'altra Tumbadora, (e non una Conga come consigliano alcuni). Il Quinto è un Tamburo solista, che andrebbe suonato con un'intonazione particolarmente acuta, da un solo Conguero che esegue assoli o fraseggi, ma non può essere utilizzato, ad esempio, per allenarsi a causa del suo diametro troppo ristretto.

RITIENI IMPORTANTE L'UTILIZZO DEL METRONOMO IN FASE DI STUDIO?
Senz'altro. Soprattutto a bassa velocità, aiuta ad acquisire precisione. Ritengo che sarebbe ancora più utile munirsi di una Batteria elettronica da poter programmare a piacere.
In particolare consiglio di allenarsi a seguire sia il "Clock" in Battere, (ma anche in Levare) che le varie Clave, (3/2, di Rumba e 6/8). O anche Clave e Cascara insieme. Ancora meglio sarebbe se la Batteria disponesse anche della linea di Basso, perché in questo modo si potrebbero accompagnare i Groove completi, come se si lavorasse assieme agli altri componenti della sezione ritmica.

COME DOVREBBE ESSERE IL TUO BATTERISTA IDEALE?
Sensibile, abituato a lavorare con un Percussionista e, possibilmente, con un minimo di "infarinatura" sui ritmi Afrocubani.
Credo che alla base di un buon rapporto Batterista/Percussionista ci siano senz'altro l'intesa ed il rispetto reciproco. Purtroppo è meno semplice di quel che sembra trovare Batteristi che conoscono e capiscono le Percussioni, ma soprattutto che le sanno apprezzare, dimostrando di saper lavorare col Percussionista, rispettando spazi e dinamiche. A volte mi capita di suonare con un Batterista per la prima volta ed è come se avessimo sempre suonato insieme (come è successo, ad esempio, con il bravissimo Giovanni Giorgi col quale collaboriamo nella Band di Gigi Cifarelli) mentre ci sono Batteristi, anche bravi, con cui magari suono anche spesso, ma con i quali non esiste Feeling. Ognuno "fa il suo" in modo abbastanza asettico e questo non mi piace, perché alla fine trasmettiamo poco a noi stessi, ma soprattutto al pubblico. E ciò non dovrebbe accadere.

QUAL'E' LA REALTA' MUSICALE DELLA TUA CITTA'?

Dalle mie parti ci sono senz'altro degli ottimi Musicisti, ma per un Percussionista non è sempre semplice perché, salvo rare eccezioni, mancano la cultura delle Percussioni e una mentalità più "aperta". Questo fa si che suonando con alcuni Strumentisti, anche bravi, a volte non sei compreso, o peggio, non viene compreso ed apprezzato quello che fai. E questo per colpa, appunto, di alcune lacune culturali, a causa delle quali spesso non è visto di buon occhio l'inserimento delle Percussioni in contesti Musicali che non siano prettamente Latini. Trovo che sia una mancanza abbastanza grave, retaggio di una mentalità obsoleta e legata a schemi ormai sorpassati che, tra l'altro, vorrebbero il Percussionista ancora relegato al ruolo di mera "comparsa". Che tristezza!

IN QUESTI ULTIMI ANNI STAI DANDO UN TRADE MARK ALL'UTILIZZO DELLE CONGAS, MOLTI CERCANO DI IMITARTI E SEGUIRE LA TUA SCIA. PENSI CHE SIA GIUSTO? QUANTO E'IMPORTANTE CREARSI UNA PROPRIA PERSONALITA'?
In effetti sono lusingato se qualcuno cerca in qualche modo di imitare il mio stile, ma credo sia fondamentale per qualunque Musicista trovare la propria strada. Vedi, all'inizio è molto utile avere qualcuno che cura la tua formazione attraverso un corretto insegnamento della tecnica, ma allo stesso tempo deve fornirti tutti gli elementi necessari per permetterti di crearti, nel tempo, una tua identità e una tua personalità musicale. Come ti dicevo ho scelto di utilizzare prevalentemente le Congas inserendole e cercando di renderle protagoniste in tutti i contesti Musicali possibili, ritagliandomi, al momento opportuno, i miei spazi sia a livello di fraseggi che di parti soliste. Mi piace moltissimo fare gli Assoli e credo di essere non l'unico, ma certamente tra i pochissimi che eseguono, regolarmente, assoli di Congas in qualunque genere, sia esso Jazz, Funky, Latin-Jazz o Rock. L'entusiasmo e la carica del pubblico dimostrano che alla gente piace moltissimo ascoltare gli assoli di Percussioni. Per questo cerco di trasmettere il mio punto di vista a chiunque, sperando che un giorno questi possa avere dalle Congas le stesse soddisfazioni che hanno dato a me.

 


SO CHE HAI DIVERSI ENDORSEMENT, CI TIENI A RINGRAZIARE QUALCUNO?
Senz'altro, "Meinl" per gli straordinari Strumenti e Piatti che mi mette a disposizione e, in particolare, l'amico Claudio Formisano, titolare della "Master Music" con la quale ormai collaboro ormai da diversi anni per l'ottimo supporto tecnico e Strumentale. "Audio Equipment", che mi fornisce i preziosi microfoni Beyerdynamic e i mixer Soundcraft. "Ideas For Drummers" ed "Equosolidale" rispettivamente per quanto riguarda Accessori, e Strumenti del Commercio Alternativo. "Vater" per le ottime bacchette da Timbales, e in fine "Roland", per il divertentissimo ed utilissimo "Handsonic 10".

 

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Articolo di VIRGINIA SPLENDORE su "InSound" di Aprile 2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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RECENSIONE DEL METODO "SIX CONGAS ON FIRE" APPARSA SUL

NUMERO 188 (OTTOBRE 2007) DELLA RIVISTA "PERCUSSIONI"

Articolo sul "RADUNO DEI PERCUSSIONISTI DI CONGAPLACE"

organizzato da Lele Shaddy

pubblicato sul numero 202 della Rivista "PERCUSSIONI"

Articolo sulla "CLAVE"

scritto da Lele Shaddy

per la rivista "PERCUSSIONI"

apparso sul n° 203 - (FEBBRAIO 2009)

Intervista del 21-05-2005

di Giorgio Boschini (RAI 3)

 

Oggi cerchiamo di conoscere più da vicino uno straordinario musicista modenese: Emanuele Sgarbi in arte “Shaddy”, grandissimo percussionista che in quasi 40 anni di carriera può vantare un numero di concerti impressionante e collaborazioni con numerosi gruppi e musicisti del panorama nazionale ed internazionale.
 
 
Ciao “Shaddy”, eccoci quà, ci vuoi raccontare come hai cominciato e soprattutto perché ti sei avvicinato, alle percussioni?
 Con piacere. 
Ti dirò che penso che tutto sia dovuto ad uno di quei casi della vita nei quali si mescolano coincidenza, fortuna ed un pizzico di predisposizione naturale.
Vedi, mio padre, da sempre grande appassionato dell’America Latina, fece un viaggio durato circa 10 anni in lungo e in largo per il Sud e Centro America, e al ritorno pensò bene di portarsi come souvenir, oltre ad una Iguana imbalsamata e ad una sella da Ranchero, anche  una Conga artigianale.
Alla fine degli anni ‘60 ha aperto il primo Ristorante Latino Americano in Italia, e precisamente a Modena, nel quale suonavano ogni sera Musicisti provenienti dal Sud e Centro America. Proprio uno di questi, Mowgly Gutierrez è stato il mio primo Maestro.
Lui utilizzava spesso le Congas ed altri strumenti meravigliosi, ed io stavo ore ad osservarlo dal momento che forse come quasi tutti i bambini, ero molto affascinato dal suono dei tamburi.
Ricordo come fosse adesso, sebbene siano passati più di 30 anni, che una sera mi misi dietro al palco con la Conga di mio padre e provai ad imitare quello che faceva lui, e quando tutti si voltarono dal momento che evidentemente anche se cercavo di far piano mi avevano sentito, con mia grande sorpresa, anziché dirmi di smettere mi dissero di continuare perché andavo bene.
Mowgly capì che probabilmente avevo una certa predisposizione non solo per la musica, ma soprattutto per le percussioni, e da quel giorno cominciò a trasmettermi nozioni di ogni genere, insegnandomi i colpi ed i ritmi principali, i trucchi, ma soprattutto iniziando un percorso che considero a tutt’oggi fondamentale, sul modo di fare musica dei Centro Americani, facendomi capire quanto fosse importante non solo apprendere la tecnica dello strumento, ma più di tutto imparare a “fare musica con gusto, anima e sabor”.
 
 
In effetti c’è una certa differenza.
C’è molta differenza. Troppo spesso anche oggi mi capita di trovare ragazzi che hanno imparato qualche ritmo e sono convinti di saper suonare ad esempio le Congas.
Vedi, le Congas sono uno strumento difficile, che richiede predisposizione per il ritmo, orecchio, istinto, estro, fantasia, passione e disciplina.
Alcuni ragazzi si avvicinano allo strumento pensando che sia semplicemente un tamburo da percuotere, ma è esattamente come avvicinarti al Pianoforte con la stessa mentalità; anche il Piano è uno strumento a percussione, ma se ci picchi sopra con le mani a casaccio produci rumore, non musica! Per le Congas è lo stesso.
Pensa che alcuni percussionisti le inseriscono nel set per far “colore” o come strumento di riempimento, mentre io considero le Tumbadoras tra gli strumenti a percussione più completi e versatili, in grado di inserirsi nella stragrande maggioranza dei generi musicali.
 
 
A proposito di batteria, il tuo set tiene quasi più spazio di una batteria, perché la scelta di inserire tanti tamburi?
Probabilmente quando è completo in effetti forse occupo più spazio di una batteria, ma alla fine l’ingombro e le ovvie difficoltà di trasporto, sono abbondantemente  ripagate dalla ricchezza di timbri e suoni.
Il mio percorso è cominciato con una Conga, poi per diversi anni ho suonato con due tamburi e sempre stando in piedi. Dopo qualche tempo ho iniziato a suonare seduto ed ho aggiunto la terza Conga poi la quarta e cosi via fino ad arrivare al set da 6 congas che utilizzo attualmente, più il resto degli strumenti, Timbales ecc...
Suonare con 6 Congas, al di là del pensiero di qualcuno che crede che serva soprattutto a fare scena, in realtà mi permette di utilizzare il mio strumento in modo non solo ritmico, ma anche melodico ed armonico.
Inoltre ci sono ritmi o generi che necessitano di figurazioni più complesse ed articolate, o brani la cui atmosfera richiede sonorità basse e profonde, altri che richiamano suoni più acuti e squillanti dunque con un set di questo tipo posso coprire le più disparate situazioni musicali.
È  naturale che l’utilizzo di tanti tamburi richiede una grande padronanza dello strumento, coordinazione ed una buona capacità tecnica, ma alla fine è solo questiona di pratica ed allenamento.
 
 
Da quanto mi risulta nonostante le tue indiscutibili capacità tecniche dedichi ancora molto tempo all’allenamento ed allo studio dello strumento.

In effetti, quando posso, mi alleno anche tutti i giorni per almeno una o due ore con buona pace di mia suocera che sopporta stoica il rumore proveniente della stanza dove studio. Credo che ormai anche lei abbia imparato a suonare le Congas dal momento che, volente o nolente è costretta ad ascoltare quasi tutti i giorni le mie sessioni.
In effetti è incredibile, ma dal momento che nella medesima stanza do anche lezione, lei ormai è in grado di giudicare il livello tecnico raggiunto da ciascun allievo…
 
Stai scherzando?
No no dico sul serio, quando finisco le lezioni appena mi incontra commenta la prestazione con frasi del tipo: “secondo me questo ne deve mangiare di crostini…” oppure “complimenti è migliorato molto, soprattutto lo slap, lo sentivo meglio, più incisivo…” o ancora “ma gli hai detto che ci sono altri strumenti oltre alle Congas?”
 
 
Incredibile, dunque presto potremmo avere una nuova percussionista.
Una nuova percussionista non lo so, ma so di sicuro che se suonasse le Congas come fa i Tortelloni molti percussionisti potrebbero cambiare mestiere…(risate).
Tornando all’allenamento in effetti quando posso dedico molto tempo al perfezionamento della tecnica, alla pulizia del suono o a provare nuovi ritmi o figurazioni. Non voglio sembrare maniacale, ma credo che la tecnica e l’allenamento costante siano alla base di una buona prestazione e di un buon suono.
Il fatto è che se molti strumenti a percussione, ma non solo, hanno già “un loro suono”, le Congas suonano come le fa suonare il Conguero, è la mano che tira fuori il suono dallo strumento, ed è per questo che soprattutto all’inizio bisogna strare ore ed ore a provare prima di trovare un suono almeno accettabile, e non parlo solo dello “Slap” che è sicuramente uno dei colpi più difficili, ma anche di un “Aperto” caldo e pulito.
 
 
Ammetterai comunque che anche lo strumento ha il suo peso, tu sei Endorser MEINL, noto marchio di strumenti a percussione, come è iniziato il rapporto con loro e perchè MEINL?
Alla domanda perché Meinl ti posso rispondere semplicemente perché sono strumenti straordinari, anche perché se cosi non fosse non avrei accettato di collaborare con loro dal momento che sono un professionista ed ho bisogno di strumenti validi. Il rapporto è iniziato in occasione della fiera di Rimini del 2001. Dal momento che non ero completamente soddisfatto degli strumenti che utilizzavo prima  stavo cercando qualcosa di nuovo, cosi girando tra i vari stand di strumenti a percussione mi sono fermato alla "Master Music" ed ho provato le Congas Meinl. Devo dire che sono rimasto letteralmente impressionato fin da subito. Una sonorità straordinaria, un aperto caldo e pulito, lo slap secco e preciso, totale assenza di armonici e pelli di ottima qualità. In quell’occasione un addetto allo stand mi ha sentito suggerendomi di propormi come endorser dal momento che ne cercavano uno. Cosi, io cercavo delle buone Congas, loro un nuovo endorser e …il gioco è fatto!
 
 
Certo da come ne parli un po’ si sente che sei sponsorizzato da loro.

Si ma non fraintendere, chi mi conosce sa che dico sempre ciò che penso e che non direi mai che uno strumento mi piace se non ne fossi più che convinto. Inoltre nonostante sia sponsorizzato da Meinl non utilizzo solo strumenti Meinl, alcuni strumenti minori ad esempio sono di altre marche, mi ero abituato a quelli, mi piacevano ed ho continuato ad utilizzarli, inoltre ci sono un paio di marchi per i quali non avrei mai lavorato anche se mi avessero proposto gli strumenti gratis. Te l’ho detto, sono un professionista, e per me prima dello sponsor c’è il rispetto per il pubblico e del sound che gli propongo quando suono, inoltre anche prima di collaborare con Meinl avevo 4 paia di Congas, Timbales 2ue paia di Bongos ecc., dunque come vedi non è tanto una questione di convenienza quanto di effettiva qualità degli strumenti.
 
 
Oltre alle Congas di cosa si compone il tuo Set?
Ho un paio di Timbales, Bongos, uno Djembè, Cajon, tre piatti, e un mare di strumenti minori come Cabasa, Shekere, U-Du drum, Guiro, Maracas, Vibra Slap, Chimes, ecc. Ultimamente sono diventato endorser per una ditta di Cajon, la De Gregorio, con i quali mi trovo veramente bene; tra l’altro essendo un prodotto artigianale possono eseguire strumenti su commissione e letteralmente su misura tipo il mio, che visto i miei 110 kg, è stato studiato con un piccolo rinforzo all’interno.
 
 
So che di recente hai pubblicato un Video/metodo per Congas, puoi parlarcene?
Certamente e aggiungo senz'altro con molto piacere, dal momento che è un progetto che mi ha dato e continua a darmi molta soddisfazione. Ci ho lavorato per più di 2 mesi, e la sua realizzazione ha richiesto molti giorni e ore di lavoro, ma alla ine ne è valsa la pena. E' un Video didattico dedicato prettamente alle Congas, dura più di 12 ore ed è girato e strutturato in modo da essere estremamente fruibile e comprensibile anche da chi si avvicina allo Strumento per la prima volta. Parte dalle basi fondamentali (colpi e suoni spiegati in modo molto semplice ed approfondito) per continuare con i Ritmi (non solo tradizionali Afrocubani, ma anche Rock, Jazz, Blues, Funky ecc.) per finire con Esercizi, e consigli per Fraseggi e Assoli. Insomma ho cercato di produrre un lavoro estremamente curato, completo, ma soprattutto a misura di principiante, caratteristica non sempre riscontrabile in molti dei video in commercio.
 
 
Tornando allo Strumento, quando parli delle Congas ti brillano gli occhi e lo fai in modo entusiastico, immagino ti avranno dato grandi soddisfazioni nel corso della carriera.
Non puoi immaginare quante, soddisfazioni, emozioni, sensazioni, tutto ciò che solo la musica ti può far provare.
Vedi, vorrei che un giorno le Tumbadoras potessero percorrere la medesima strada del Basso, che se ci pensiamo fino a non molti anni fa era considerato uno strumento secondario; poi è arrivato un certo Jaco (Pastorius n.d.r.) e ha portato il Basso su un livello più alto, non solo conferendogli la medesima importanza degli altri strumenti nell’ambito della formazione, ma facendolo diventare protagonista dal punto di vista armonico, melodico, ritmico e solistico.
E questo è il modo nel quale io approccio i concerti quando suono le Congas, cerco di renderle protagoniste contribuendo in modo sostanziale al tiro al groove e all’atmosfera dei pezzi.
 
 
Parlaci delle tue esperienze come turnista in studio di registrazione.
Ti dirò che alla situazione in Studio, preferisco senz’altro il “Live”. Il contatto diretto con il pubblico mi esalta, mi fa rendere al massimo, mi piace veramente tanto suonare in concerto.
In questo senso ho una particolarità, quando suono possibilmente sto sempre davanti, magari da un lato, ma sula parte anteriore del palco, mai dietro. Lo so, è un mio vizio, ma mi piace anche considerarla una specie di "rivincita delle Congas" e più in generale dei Percussionisti, sempre troppo spesso relegati in un cantuccio sul fondo alle spalle di tutti!
Tornando alla sala d’incisione, ci ho lavorato parecchio negli anni ’80 e 90, ho partecipato a un mare di progetti Dance e, per assurdo, proprio nel momento di maggiore attività delle batterie elettroniche, forse perché si faceva prima a farmi suonare un pezzo in diretta che a programmare le Congas. Inoltre mentre gli arrangiatori erano abbastanza bravi a studiare e programmare le parti per le Batterie, per le Congas avevano bisogno di qualcuno che conoscesse i ritmi e le figurazioni. Da questo punto di vista ero abbastanza fortunato, dal momento che si lasciavano consigliare ed avevo spesso carta bianca.
 
 
Un’ultima curiosità: perché “Shaddy”?
Shaddy è il nomignolo affibbiatomi dal mio maestro quando ero piccolo. Significa più o meno “piccola ombra”, e penso che gli venne più che naturale chiamarmi così dal momento che ero diventato letteralmente la sua ombra. Lo seguivo sempre, ovunque, lo subissavo di domande e non lo mollavo un solo istante. Ripensandoci adesso forse ero un attimino invadente, ma credo proprio che ne sia valsa la pena.
 
 
Ok “Shaddy”, purtroppo è giunto il momento di salutarci. È stato un piacere chiacchierare con te e spero di poterti venire a vedere presto all’opera. A proposito, un saluto  alla suocera...!

Sarà fatto!

© 2018  Lele Shaddy